17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

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17 marzo, dal 1861 al 2011. L'Italia compie 150 anni. Scopri tutti gli eventi del compleanno del "belpaese"!

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UPDATE qui tutti gli aggiornamenti ed i post sull’evento!

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Il 17 marzo del 2011 l’Italia compirà 150 anni. Il Paese del “bel canto”, un pò acciaccato ma ancora in piedi, ne ha fatta di strada dal lontano 17 marzo 1861 in cui il nuovo Parlamento (con sede a Palazzo Carignano, ritratto nella foto) sancì la proclamazione del Regno d’Italia, con capitale a Torino. 

Il capoluogo piemontese inizia a festeggiare ufficialmente oggi questo storico anniversario. Esperienza Italia (è questo il titolo dell’evento di cui vi abbiamo già dato notizia in un precedente post) prende il via per proseguire nei prossimi 250 giorni con eventi, concerti, expo e manifestazioni che animeranno Torino e il Piemonte ma si rivolgeranno agli italiani sparsi nel mondo.

Un countdown virtuale ha già avuto inizio ieri offrendo a turisti e torinesi l’accesso gratuito ai tram storici, alla cremagliera di Superga e all’ascensore della Mole Antonelliana, mentre nell’attesa si sono esibiti gli artisti della più classica e nota tradizione italiana, il circo, che a Torino ha una delle scuole più rinomate, la Scuola di Cirko Vertigo.

Il pubblico partecipante è invitato a mandare le proprie foto e i propri commenti sul 2011 al blog www.italia150.it che aprire i battenti proprio oggi. Sempre oggi è prevista, invece la diretta di Torino Fahrenheit Speciale Italia 150, una puntata del programma di punta di Radio Tre Rai (dalle ore 15 alle 18, Fm 98,2), condotto da Marino Sinibaldi e curato da Susanna Tartaro, dedicato esclusivamente all’appuntamento del 2011.

Ospiti speciali della puntata saranno Elio e le Storie Tese che in diretta radiofonica proporranno al pubblico il loro punto di vista musicale sulla storia d’Italia, proponendo brani “a sorpresa” legati ai temi della trasmissione. Verranno inoltre coinvolti durante la puntata per esprimersi sul senso di essere italiani oggi, alternandosi con eccezionali ospiti del mondo della cultura: storici, giovani scrittori e giornalisti che interverranno nel corso del pomeriggio.

La trasmissione sarà introdotta da un’intervista realizzata in esclusiva al Presidente Emerito Carlo Azeglio Ciampi sui temi dell’Italia e dell’essere italiani oggi.

Per i dettagli delle manifestazioni e le informazioni sull’accesso agli eventi: www.italia150.it

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  • nickname Commento numero 1 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: stefano rollero

    Tra il 1931 e il 1937 venne realizzato l’imponente rimaneggiamento e rifacimento di via Roma, (situata tra le Piazze Castello e S.Carlo) l’antica Via Nuova realizzata tra il Cinquecento e il Seicento quale asse portante della città Barocca in formazione negli stessi anni.Il progetto , che seguiva uno stile fascista nazionale, affondava le sue radici nei temi della romanità e classicità, facendosi scempio di tutto lo splendido equilibrio armonico e architettonico del Barocco presente, in cui venivano utilizzati materiali del tutto diversi. Furono tagliate le colonne originali dove poggiavano gli archi e sostituite con marmo nero. Nello stesso periodo, le ragioni del regime imposero la costruzione della torre littoria cittadina, ovvero il “grattacielo” , che si contrapponesse all’immagine barocca di piazza del Castello, segno inequivocabile all’interno della città stessa. La torre suscitava in quel periodo un grande entusiasmo; essa diventava un nuovo simbolo della Torino moderna e fascista, in contrapposizione alla Mole Antonelliana, “specchio del modernismo del basso ottocento” .Dopo questi brevi cenni storico-architettonici , sono qui a proporre umilmente di investire parte delle risorse per celebrare il 150° dell’unità nazionale nella maniera migliore impiegandole per riportare alle origini Sabaude i portici tra Piazza Castello e Piazza S. Carlo.Inutile far notare che i finanziamenti destinati per l’evento a livello Nazionale sono quasi di 3 miliardi e mezzo di euro….. ___________ Contributo critico di Antonio Zappia, critico d'arte.Torino, città barocca per antonomasia, custodisce il più significativo richiamo dell’architettura del movimento curvilineo e l’arioso chiaroscuro di Michelangelo, così come nella scultura e nella pittura. Arrivare in Piazza Castello, ieri come oggi, si rimane colpiti dall’ampio respiro del Seicento con l’architettura barocca di grande fascino.Al visitatore più attento non può sfuggire una contrapposizione deleteria che si manifesta proprio a pochi passi dal Palazzo Madama, con quell’oscena struttura lì collocata, della Torre Littoria: contrapposizione e simbolo significativo del fascio-littorio degli anni ’30. Inoltre si rimane colpiti della manomissione del tempo dell’arcato arioso dei portici che si snodano lungo la più bella via d’Europa: via Roma. Infatti le due parti della strada – che iniziano dall’ampia Piazza San Carlo e conservano intatta l’originale costruzione – presentano la sostituzione del colonnato dell’armoniosa struttura, con colonne marmoree di stile impero e dai colori nero e grigio; un autentico sfregio a quella armonia di percorso racchiuso fra il Palazzo Reale e la stazione di Porta Nuova, un autentico gioiello dell’ottocentesco stile liberty, ispirato alla stilizzazione dei fiori.Ma lo sfregio del colonnato imperiale, sotto la struttura barocca, è stato mantenuto da tutte le amministrazioni del dopoguerra, come se niente fosse avvenuto, anziché ripristinare la gioiosa struttura. Come non bastasse è stato messo in atto, di recente, un intervento interno alla struttura liberty richiamata – a sua volta deturpata – con un “intervento di modernizzazione” inutile e altrettanto rovinoso.Questo è frutto del decadentismo della politica di pessimo gusto che imperversa e distrugge anziché preservare e promuovere il bello e la grandiosità di questi gioielli architettonici che a noi (novelli barbari) ci sono stati consegnati. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: luciano disconzi

    Spettabile organizzazione,                                       accanto alle grandi ed encomiabili celebrazioni mi permetto di ricordare che l'Unità d'Italia è il risultato anche di momenti difficili e tristi.Vorrei a tale proposito ricordare lo sterminio di due paesi del Beneventano, Casalduni e Pontelandolfo, atrocità compiuta su inermi cittadini ad opera di un mio concittadino, tal Pier Eleonoro Negri, che fu insignito di medaglia d'oro al valore.Non sarò certo io, isolato e sottaciuto, a rivendicare la verità storica. Volevo solo ridimensionare l'apoteosi e concretizzare l'unità d'Italia in questi sacrifici, come la valigia di cartone, la soppressione delle autonomie locale, la cancellazione di stati indipendenti ecc ecc. Viva l'ItaliaLuciano prof Disconzi Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: uniroma.tv

    Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo "150° Anniversario dell'Unità d'Italia" http://uniroma.tv/?id_video=15950 Ufficio Stampa di Uniroma.TV info@uniroma.tv http://www.uniroma.tv Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: Lazzaro Zagaria

    Alla vigilia dell\'\"unità\", coloro che davvero volevano un\'Italia unita erano ben pochi. L\'unità d\'Italia è stata frutto di un complotto internazionale, e basta. La conquista dei diversi stati della penisola (perchè conquista è stata) ad opera del Regno di Sardegna fu progettata, manovrata, e protetta da Francia e Inghilterra, i due stati più potenti del tempo, e parzialmente finanziata dalla massoneria. E come se non bastasse, altro che \"fratelli d\'Italia!\" Soldati e ufficiali del Nord rubarono tutto ciò che poterono, dalle banche, dalle regge, persino da case private, per pagare i debiti del Piemonte. Due paesi, Pontelandolfo e Casalduni, furono incendiati per ordine del bersagliere Margolfo, le persone bruciate vive dentro le loro stesse case. Molti meridionali furono deportati e uccisi in campi di concentramento simili a quelli che di lì a poco costruiranno i nazisti per gli ebrei. E non è vero che il Sud era arretrato. E\' solo una scusa per giustificare l\'attuale arretratezza, voluta dalla politica italiana universalmente schierata a fianco del Nord. Nel 1856 il Regno delle Due Sicilie fu premiato alla mostra internazionale di Parigi come terzo paese più industrializzato del mondo, dietro solo a Francia e Inghilterra. Studiate, ricercate, documentatevi. Anche io credevo alla favola dei Mille di Garibaldi; poi ho trovato la verità. Una verità scomoda, ma che deve essere portata alla luce. Per me non esiste più la storia ufficiale e la storia non ufficiale: esiste soltanto la Storia vera, quella che racconta la realtà. Non fermatevi mai allo studio della storia così come ve la presentano: dubitate, riflettete, ricercate, confrontate tesi diverse. Mi aspetto già una miriade di critiche, ma spero di non avervi annoiato nella lettura. Lazzaro Zagaria Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: Mike

      È Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l\'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d\'infamare col marchio di briganti. Antonio Gramsci (da L\'Ordine Nuovo, 1920)   E\' noto da sempre che la storia ufficiale delle guerre e delle rivoluzioni la scrive la parte vincitrice, mentre la parte soccombente, appunto perché tale, non ha alcuna possibilità di chiarire o di rettificare tempestivamente le affermazioni dei vincitori. Solamente dopo vari decenni, e a volte dopo secoli, gli avvenimenti e le conseguenze politiche economiche e sociali che da essi derivano, si possono esaminare obiettivamente e serenamente alla luce di documentazioni storiche tenute nascoste o ritenute per lunghissimi anni non degne di considerazione. Ma il tempo è galantuomo e passato il periodo passionale, legato alla vita degli attori degli avvenimenti storici e alla vita dei loro immediati successori, inevitabilmente eredi, anche se solo in parte, delle passioni politiche dei predecessori, la verità viene poco a poco a farsi luce permettendo così, a chi di storia si interessa, la giusta messa a fuoco di quanto realmente accadde in un determinato periodo storico. È, pertanto, con doloroso stupore che milioni di Italiani abbiano dovuto constatare come, celebrandosi ufficialmente il primo centenario dell\'Unità, tutto sia stato fatto dai promotori dì tale celebrazione tranne la ricerca della verità storica di tutti gli avvenimenti che portarono alla felice e gloriosa conclusione. In conseguenza di ciò nell\'animo degli Italiani in buona fede, e di qualsiasi regione, ma sopratutto nell\'animo dei meridionali, è rimasto un senso di amarezza che, unitamente alla propaganda di un regionalismo del cui sviluppo ancora non sì vede quale sarà la conclusione, non potrà certo portare ad una unione più stretta e più intima tra gli Italiani del sud e quelli del nord. E questo, soprattutto, si sarebbe dovuto realizzare celebrandosi il centenario dell\'Unità nazionale. Dal punto di vista storico è doveroso ricordare come le idee politiche, i moti e le richieste di innovazioni costituzionali per il governo dei popoli, ebbero origine in Sicilia fin nel lontano 1812 e poi, nel 1820 e nel 1848, anche a Napoli; e dopo, come conseguenza, nell\'Italia settentrionale. Sta di fatto che la storia dell\'Italia meridionale dalla metà del 1700 ad oggi, e quindi la storia del Regno Borbonico, delle qualità del suo esercito, della sua marina (sia da guerra che mercantile), delle ricchezze o meno delle sue regioni e soprattutto dell\'importanza nazionale ed europea del pensiero dei filosofi, degli economisti e dei politici meridionali, è sempre stata falsata, sia ufficialmente, sia dai singoli, e in modo tale da fare apparire tali regioni come misere, arretrate e dì peso, morale e materiale, per le altre provincie italiane, mentre invece, è vero esattamente il contrario. Ossia è vero che con l\'unione dell\'Italia meridionale al resto della penisola, tale regione ha dato enormi ricchezze e ne ha ricevuto in cambio la rovina delle proprie industrie e della propria agricoltura facendo sempre la parte della Cenerentola, subendo anche la mortificazione di ricevere aiuti dai vari governi che si sono succeduti in Italia, come un parente, povero e svogliato, ne può ricevere da un parente ricco che sa far pesare il suo dono; mentre, invece, l\'Italia meridionale ha pieno diritto di riavere quanto le è stato tolto sia moralmente che materialmente. Chi ha fornito queste notizie ha piena coscienza della gravita di quanto afferma, ma ha altrettanta piena coscienza di poter dimostrare come quanto afferma sia rispondente a verità, sicuro che, riconosciuta tale verità, si potrà con animo sereno giudicare fatti, personaggi e popolazioni in modo più vicino alla realtà, rendendo così giustizia ad un buon terzo della popolazione Italiana. E inoltre chi ha fatto queste ricerche tiene a far sapere di non essere un meridionale, ma di appartenere ad una famiglia piemontese e di non essere quindi spinto al presente studio da sentimenti o da interessi regionalistici, ma solo dall\'amore per la verità storica e per la giustizia. A questa non lieve fatica hanno portato conforto gli incoraggiamenti di varie persone colte ed intelligenti nate e viventi in varie regioni Italiane. Tali persone sono convinte che questa documentazione, che è soprattutto un faticoso lavoro di ricerche e di esame di documenti, potrà se non altro richiamare l’attenzione di tutti gli studiosi di storia patria sulla necessità di «rifare la storia del Risorgi¬mento ». Come del resto quaranta anni or sono lo scrittore, senatore ed infine Ministro Ferdinando Martini, fiorentino arguto ed intelligente, affermava con le seguenti parole: « La storia del Risorgimento d\'Italia è non solo da fare ma da rifare, e conviene riconoscere che le passioni politiche, lo spirito cortigianesco, l\'ignoranza di documenti che gli archivi tenevano celati, indussero per lungo volgere di tempo gli scrittori delle patrie storie ad approvare o a criticare, ad esaltare o a condannare uomini e cose che non meritavano. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: Edwigo

    Non penso che l\'unità d\'Italia sia legata al fatto che Garibaldi tornò dalla spedizione dei mille... Non fu così che si trovò a firmare il contratto sulla Nazione Unita che venne poi riscritto nel 1967. AMMAZZATEVI diceva il nobile Cavalier Pawel XIII durante la lapidazione del figlio Henry VIII per aver profanato il nome della Chiesa Anglicana dopo averla lui stesso fondata... Per convenienza, inoltre, un gesto poco nobile per avere un successore degno del trono. Ma perchè c\'è stata questa scissione? Lo spiegò Garibaldi dicendo \"Tutti in fin di vita dunque rammentaron\"... Questo è ciò che ho da dire, il grande Maresciallo che si è fatto capire in sole 7 parole, niente di più per risollevare la Nazione, dunque. Ma ahimè che nostalgia se solo alcuni avessero capito le chiare e sagge parole del grande Garibaldi.                                                                         Ben 1000 omini ci vollero coloro che lì per lì assistiron. E con questa frase concludo il mio breve discorso non aggiungo nient\'altro. Spetta dunque al lettore capire. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: Maurizio

    Sono l\'autore di parecchi libri sulla storia dei trasporti: da studioso ed appassionato delle vicende delle ferrovie italiane, ho scritto un libro sui Treni Reali dei Savoia ... ma trovare un editore, pur in tale storica circostanza del 150° dell\'Unità d\'Italia, specie se non sei  raccomandato da qualcuno, è un\'impresa ardua! Maurizio Panconesi Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: Giovangualberto Ceri

    FESTEGGIAMENTI dell\' UNITA\' D\'ITALIA? MEGLIO SE CON DANTE. Eccone le ragioni.   Dante personaggio ci fa sapere di essere nato lo stesso giorno in cui è nata la nostra Patria Repubblicana.  Dante nato il Martedì 2 Giugno  1265  e la Repubblica Italiana nata la Domenica 2 Giugno 1946. Procediamo nei calcoli. Se facciamo i calcoli Dante ci indica di essere nato il 2 Giugno nel c.XXII, vv. 110 – 117, del Paradiso. Risulta infatti, per logica esclusione, ma oggettivamente, che le “gloriose stelle” di cui lui riferisce in questi versi sono tre: la POLARE a 18°.20’ di longitudine nel segno dei Gemelli; la BETELGEUSE a 18°.30’; e la MENKALINAM a 19°.40’. Dante afferma sempre i questi versi che quando lui nacque il SOLE si trovava in congiunzione, ovviamente montante e nobile, con queste tre stelle. Se si trovava in congiunzione con esse avrà avuto necessariamente la longitudine di 18°.01’ in Gemelli. E che giorno era quando il Sole, ai tempi di Dante, raggiungeva 18°.01’ in Gemelli? Era, appunto, il 2 GIUGNO.  Dunque il Poeta della Patria è nato quando la Patria Repubblicana, il 2 GIUGNO. Ma questo il Vaticano non lo vuol sentir dire poiché verrebbero fuori tutte le altre date astrologiche su Beatrice di cui io ho riferito in TV a Canale 10: YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.  Infine verrebbe fuori che la Commedia è anche un’opera rigorosamente astrologica per cento altre questioni e che dunque il ‘viaggio’ della Commedia avviene sicuramente nell’anno 1301, fuori del giubileo papale di Bonifacio VIII.  Di conseguenza il Vaticano dovrebbe anche ammettere, oltre al fatto che la Commedia è fuori del giubileo, che per studiare Dante, il medioevo e l’antichità, bisognerà riuscire a padroneggiare l’ASTROLOGIA di Claudio Tolomeo. Però il Vaticano ha ribadito, anche recentemente, che l’astrologia va respinta: art. 2116 del recente CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (lib. Ed. Vaticana, 1992). Laici di sinistra dategli una mano: voi che più furbi delle volpi!!! Ma se va respinta come, come potrà lo stesso Vaticano approvare che sia studiata nelle università, sia pure per questioni storico-esegetiche? Mai potrebbe convenirgli. Troppo pericoloso. E i laici di sinistra, ottimi studiosi, cosa fanno? Tacciono. Anzi lo seguono, come pare fare Umberto Eco. Ma che sinistra è questa? Non gli importa proprio nulla delle verità scomode atte a scomodare la parte più “monocola e monocorde” della Chiesa? Oggi si sono aperti i festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia. Ma come può fare il nostro Signor Presidente della Repubblica, On.le Giorgio Napolitano, a dire che Dante è nato il 2 giugno come la Repubblica se gli studiosi, anche di sinistra, non entrano nel merito con un coraggioso sì? F.TO GIOVANGUALBERTO CERI   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: Giovanni Farina di Madonie

    Io sono discendente del Commnendatore dei SS Maurizzio e Lazzaro, Consigliere di Stato del Nuovo Regno di Italia, Giuseppe La Farina, che fu uno dei Fautore Principale della Unificazione e, molto criticato per questo; Voglio sapere se il governo italiano o torinese non remenbraranno di essere stato chiamato io o miei nipoti che sono discendenti di Giuseppe La Farina. Sono nato in Brasile, il mio nonno era nipote di La Farina, che nessuno sa che egli tuvo uno figlio che fu registato a a Pellezzano-SA di un\'altro Farina, cugino del La Farina, per razione di Esilio nell\'epoca e, culpabilitate della Chiesa Catolica e della vergogna di Sposa che hai gravidanza delli ante del matrimonio. Giovanni Farina di Madonie. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: nicola

    venite al palcoscenico in corso unione sovietica 353. e\' un bel pezzo di STORIA dell\'arte e dello spettacolo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: ben

    non ce il senso della patria non sapete cosa significa un paese unito e forte. il nord con il nord il sud con il sud e ki se ne fregaaaaaaa..........................................  .poraciiiiii....................................   .   .   . io la mia patria l,ho sempre vista unita,  sono un nazionalistaa..... e sono fierfo di questo. w la romaniaaaaaaaaa.............................................. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: Giuseppe Cocco

    Disobbedienza civile e democratica per i 150 anni dell\'Unità d\'ItaliaSe vogliamo dimostrare al mondo di essere migliori e diversi da come ci dipingono, se vogliamo mettere in discussione i nostri politici in maniera trasversale e tutti coloro che si sono messi di traverso dando un cattivo esempio alle giovani generazioni, come nel Risorgimento cogliamo l\'occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell\'Unità d\'Italia in un movimento di popolo, una festa per dimostrare di essere cittadini e non sudditi.Scendiamo in piazza uniti non contro qualcuno, ma per la nostra Italia, un paese arricchito dalle differenti identità territoriali e culturali che, armonicamente come i colori e le sfumature in un quadro, realizzano un grande capolavoro unitario.Testimoniamo ai nostri giovani che l\'Italia è nostra, appartiene a tutti noi, tramandando loro il senso di appartenenza.Alziamo la voce utilizzando gli strumenti offerti dalla nostra democrazia; per contestare chi dice che bisogna andare a scuola o andare a lavorare per non perdere soldi, diciamo che ci sono momenti etici più importanti, chiediamo ai nostri sindacati di farsi parte dirigente proclamando uno sciopero generale. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: nick

    io sono orgoglioso del mio paese non solo durante le finali di calcio.mi fa schifo pero\' sapere che una parte politica usa questo pseudo nazionalismo solamente per andare contro un partito ovvero la lega. visto che la sinistra e anticamente anti nazionalista anche quando e\' al governo.sono contro i finti nazionalisti che si sentono italiani quando gli fa comodo. W L\'ITALIA..SEMPRE Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: ERNESTO SOLARI

    DAL 13 MARZO AL 17 APRILE UNA MOSTRA PER IL 150° DELL’UNITA’ D’ITALIA IN UNO DEI LUOGHI SACRI DELLA CONQUISTA DELL’UNITA’ D’ITALIA: SAN FERMO DELLA BATTAGLIA (CO) PALAZZO COMUNALE-SALA CONSILIARE “L’ANIMA ITALIANA” ARCHETIPI DELL’UNITA’ in una mostra di Ernesto Solari L’ANIMA ITALIANA…..una necessità ritrovarla La necessità di ritrovare una morale perduta, dopo i recenti sviluppi della politica e del cattivo costume, ha portato Solari, artista comasco, alla realizzazione di una mostra sull’Unità d’Italia che propone una lettura in parte storica ed istituzionale ma anche attuale ed inedita per il ribaltamento del concetto di unità di ieri nella difficile realtà sociale di oggi. “L’ANIMA ITALIANA”, archetipi dell’Unità d’Italia, intende proporre quindi alcuni momenti di riflessione sul concetto di unità che ribaltato nella realtà multietnica odierna, cerca di recuperare nel presente quelle motivazioni e quei valori che erano alla base del progetto dell’Italia risorgimentale. Solari ritiene che nella globalizzazione attuale le divisioni sociali e religiose debbano far riflettere sulle esperienze passate per trovare nelle radici comuni quell’unità necessaria oggi più che mai. Il manifesto della mostra col tricolore che sovrasta un volto di Cristo pone proprio questo  forte interrogativo: a un disegno celeste di verità, misteri e valori fondamentali può essere ricondotto un progetto terreno altrettanto importante legato a sani principi di libertà, eguaglianza e fratellanza?   p.s.:Per informazioni sulla mostra, comunicati stampa, programma delle iniziative collaterali, visitare il sito del Comune di San Fermo della battaglia collegato al link http://solariernesto.altervista.org Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: I nuovi italiani celebreranno insieme ai Milanesi il 150° UNITA\' d\'ITALIA

    Oggetto : I nuovi italiani celebreranno insieme ai  Milanesi il 150° UNITA\' d\'ITALIA - 17 marzo ore 11.00 (Con preghiera di massima diffusione)Gentili Signori,Vi trasmetto in allegato il volantino dell’importante evento in occasione del 150° anniversario dell’UNITA’ d’ITALIA che si terrà il 17 marzo  ore 11.00 in Piazza della Basilica di San Lorenzo – Corso di Porta Ticinese, 35 - Milano a cui Vi invito a partecipare.Vi prego inoltre di pubblicizzare l’evento e di trasmetterlo a tutti  Vostri contatti.Vi ringrazio della sempre disponibile collaborazione.Cari saluti.   HèctorDavid Villanueva CIRCLA - Centro di Integrazione permanente di Rappresentanza della Comunità Latino-Americana www.circla.org Via Domenico Veneziano, 6 - 20139 Tel : 0039 338 3414438 Milano - Italia e-mail : hectorvillanueva@libero.it   \"DIALOGO INTERCULTURALE, STRUMENTO DI PACE ED INTEGRAZIONE\" La sfida di oggi è passare da una società multiculturale a una interculturale,dove le identità culturali, etniche, religiose e sociali non entrino inconflitto, ma creino la convivialità delle differenze. Solo superando i punti di vista egocentrici e soggettivi, il pregiudizio e lo stereotipo, può diffondersi una sanaconvivenza umana, basata sull’accoglienza, il rispetto e la condivisione. HèctorDavid Villanueva Associazione CIRCLAA.R.I. (Ass.ne Rumeni in Italia)Ass.ne Arcobaleno o.n.l.u.s.Associazione SodalisCappellania Migranti - Santo StefanoComunità di Sant’EgidioCO.RE.IS ItalianaPrima Scuola Cinese Milano ItaliaUnione Giuristi Cattolici di MilanoCon il patrocinio di :Consolato Generale del GuatemalaConsolato Generale del LibanoConsolato Generale RomaniaConsolato Generale del PakistanConsolato Generale di SveziaCons. Gen. Rep. Bolivariana VenezuelaSono presenti rappresentanti di:Afganistan, Albania, Algeria, Argentina, Armenia,Azerbaijan, Bangladesh, Belize, Biellorussia, Bolivia,Brasile, Bulgaria, Cile, Cina, Colombia, Congo Brazaville,Costarica, Cuba, Ecuador, Egitto, El Salvador, Eritrea,Filippine, Georgia, Guatemala, Honduras, India,Indonesia, Iran, Iraq, Libano, Liberia, Madagascar,Marocco, Mauritania, Mauritius, Mozambico, Nigeria,Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Polonia, RepubblicaDominicana, Romania, Russia, Rwanda, Senegal, Siria,Sri-Lanka, Svezia, Tunisia, Turchia, Ucraina, Uruguay,Uzbekistan, Venezuela. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: Giovangualberto Ceri

    CONOSCENZA, SCIENZA, e presa di COSCIENZA.    FESTEGGIAMENTI  PER I 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA? MEGLIO SAREBBE SE CON DANTE, SCIENTIFICAMENTE. ECCO IL PERCHÉ. Dante personaggio ci fa sapere nella DIVINA COMMEDIA di essere nato lo stesso giorno in cui è nata la nostra Patria Repubblicana. Era un Profeta?  Dante nato il Martedì 2 Giugno  1265  e la nostra Repubblica Italiana nata la Domenica 2 Giugno 1946. Interessante? Utile? Sembrerebbe di no a giudicare dall’interesse mostrato, cioè nessuno!, dalle Università degli Studi e dagli uomini politici al sopraggiungere di questa notizia. Ma, per tacere, ci saranno dei gravi motivi? Vedremo. Recita intanto  Dante con molta eloquenza: “… in quant’io (Dante personaggio) vidi ‘l segno / che segue il Tauro (cioè vidi quel segno che segue quello del Toro e che sappiamo essere il segno dei Gemelli) e fui dentro da esso (cioè nell’arco di 30° di questo segno. Dante mette in rilievo che il suo Sole di nascita non si trovava affatto nei Gemelli dello zodiaco delle costellazioni, come purtroppo tutti i commentatori affermano commettendo un gravissimo errore scientifico,  ma nei Gemelli dello zodiaco dei segni, che è tutt’altra cosa !!!). / O gloriose stelle, o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con voi nasceva e s’ascondeva vosco / quelli ch’è padre d’ogne mortal vita (cioè il Sole) , quand’io  senti’ di prima l’aere tosco;/ (Par., XXII, 110 – 117) Cioè quand’io nacqui.          Una volta risolto l’enigma posto da questi versi succederebbe però una rivoluzione  politico-culturale capace di suscitare, non solo stupore e meraviglia, ma problemi in tutte le maggiori Università del mondo e anche problemi di carattere religioso.  Questo enigma si risolve nel seguente modo. Per gentilezza mi facciano sapere, L’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI, o gli esperti della PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA, semmai fosse vero!, dov’è che io avrei sbagliato.             Procedendo nei calcoli inerenti i citati versi, calcoli che Dante implora da sette secoli che siano fatti, il Poeta stesso personaggi risulta infatti essere nato il MARTEDÌ 2 GIUGNO 1265. Questo perché, per logica e scientifica esclusione, quindi oggettivamente, abbiamo che le “gloriose stelle” di cui lui qui riferisce (c.XXII, vv. 110 – 117, del Paradiso) sono tre: la POLARE (alfa Ursae Minoris) a quei tempi a 18°.20’ di longitudine nel segno dei Gemelli; la BETELGEUSE (alfa Orionis) a 18°.30’; e la MENKALINAM (beta Aurigae) a 19°.40’.  Dante afferma, sempre in questi versi, che quando lui nacque il SOLE si trovava in congiunzione, ovviamente “montante e nobile”, con queste tre stelle:”con voi nasceva”, appunto, il Sole. In altre parole,  unito insieme a voi tre stelle gloriose e di gran virtù nasceva il Sole quand’io nacqui. Se questo Sole si trovava in congiunzione con esse il Sole stesso avrà avuto necessariamente la loro stessa longitudine in Gemelli e perciò questo Sole avrà avuto la longitudine di 18°.01’ circa in Gemelli. E che giorno era quando il Sole, ai tempi di Dante, raggiungeva 18°.01’ in Gemelli? Era, appunto, il 2 GIUGNO 1265, come testimonia anche il dotto Ebreo Profazio, cioè Jacob ben Machir ben Tibbon, la più alta autorità astronomico-astrologica operante in Europa, a Montpellier, fra la fine ‘200 e gli inizi del ‘300 (cfr. Profhacii Judaei  Montispessulani Almanach perpetuum – ad annum 1300 inchoatum – Codicis Laurentiani PL. XVIII sin. N. I;  cfr. anche J. Boffito e C. Melzi D’Eril).  Dunque il Poeta della Patria è nato quando la nostra Patria Repubblicana, esattamente il 2 GIUGNO.  Però, TUTTI ZITTI!!! Ma ci sarà un motivo, visto che dal 29 maggio 1993, cioè da quando io parlai del problema ai Dantisti, alla BIBLIOTECA CLASSENSE DI RAVENNA con in prima fila FRANCESCO MAZZONI E PATRICK BOYDE, nessuno mi ha mai smentito, né, purtroppo, mai dato ragione come in effetti ce l’ho. Perché non mi si dice, lo ripeto, dove che sbaglio, smentendomi? Diversamente troppo facile e assai poco affidabile ed onorevole sarebbe fare il professore.        Scrive CARTESIO: “… pur non ostentando disprezzo per la gloria come i Cinici, non tenevo in nessun conto di quella che soltanto con falsi titoli si può acquistare”. Ed Ancora: “Per la scoperta di verità un po’ difficili da scoprire la maggioranza dei consensi (le numerosissime pubblicazioni) vale poco o nulla, poiché è più facile che la scopra un uomo solo che non tutto un popolo” (Discorso sul Metodo, Parte seconda).           Dunque quand’io dimostrai, il 29/5/1993,  la ricordata data di nascita di Dante era Presidente di turno CESARE VASOLI che, se pur scettico verso l’Accademia, ha invece trovato sempre la forza e il coraggio, almeno personalmente, di darmi  ragione: e credo che non gli sia stato facile.            Dall’indicazione del 2 giugno 1265  verrebbe  fuori infatti, e necessariamente, che la Commedia è anche un’opera rigorosamente astrologica per cento altre questioni collegate e che dunque il ‘viaggio’ della Commedia avviene sicuramente nell’anno 1301, cioè fuori del giubileo papale di Bonifacio VIII, e non affatto quindi nel 1300. Di conseguenza il Vaticano dovrebbe anche ammettere, oltre al fatto che la Commedia è fuori del giubileo, che per studiare Dante, il medioevo e l’antichità, bisognerà riuscire a padroneggiare l’ASTROLOGIA di Claudio Tolomeo. Però il Vaticano ha ribadito, anche recentemente, che l’Astrologia va RESPINTA: art. 2116 del recente CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (Lib. Ed. Vaticana, 1992). E come respingerla se ce n’è bisogno almeno per studiare Dante? Laici intellettuali e professori di sinistra continuate col vostro silenzio a dare una mano al Vaticano. Speriamo che il fenomeno avvenga inconsapevolmente.           Quindi  il Vaticano non può nemmeno sentir dire da lontano della possibilità di risoluzione di questo enigma dantesco poiché verrebbero fuori anche tutte le altre date astrologiche su Beatrice, nonché la maggiore importanza della Teologia liturgica “che piena è di tutta pace” (Convivio, II, XIV, 19), sull’Apologetica cristiana e sulla Teologia razionalista. Il CONCILIO VATICANO II in data 4 dicembre 1963 ha dato la preminenza alla Teologia liturgica sull’Apologetica cristiana e sul Diritto Canonico però, a giudicare dagli interventi fatti dal  Vaticano stesso sulla politica e sulle leggi in gestazione, sembrerebbe che in alcuni ambianti dello stesso Vaticano il recente Concilio se lo siano dimenticato. Io ho riferito della questione liturgica ed astrologico-dantesca in TV a Canale 10, che qui allego: Cfr. YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.  Per gentilezza controllare.                    Di recente si sono aperti i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma come può fare il nostro SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, ON.LE GIORGIO NAPOLITANO, a dire che Dante è nato il 2 giugno come la Repubblica Italiana se gli studiosi, anche di sinistra, non entrano nel merito con un coraggioso sì? Sarebbe una bella professione anche di concreta ed autentica  laicità.           Il compito di seguirmi per controllare se ho ragione, o torto, potrà apparire faticoso. È vero!!! Però si tratta di una pista nel deserto, o nella fitta giungla, già da me per la prima volta aperta: e dunque la fatica degli altri sarebbe pari  ad un centesimo di quella da me sofferta. Pari a quella durata, p.e., da Copernico e Galileo, rispetto a quella dell’Inquisizione e del Cardinale Bellarmino, al fine di arrivare a capirli, se pur, poi, respingendoli.  Con un auguro di Buon Lavoro, se una intenzione di voler capire potrà sorgere. F.TO GIOVANGUALBERTO CERI   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: Giovangualberto Ceri

    CONOSCENZA, SCIENZA, e presa di COSCIENZA.    FESTEGGIAMENTI  PER I 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA? MEGLIO SAREBBE SE CON DANTE, SCIENTIFICAMENTE. ECCO IL PERCHÉ. Dante personaggio ci fa sapere nella DIVINA COMMEDIA di essere nato lo stesso giorno in cui è nata la nostra Patria Repubblicana. Era un Profeta?  Dante nato il Martedì 2 Giugno  1265  e la nostra Repubblica Italiana nata la Domenica 2 Giugno 1946. Interessante? Utile? Sembrerebbe di no a giudicare dall’interesse mostrato, cioè nessuno!, dalle Università degli Studi e dagli uomini politici al sopraggiungere di questa notizia. Ma, per tacere, ci saranno dei gravi motivi? Vedremo. Recita intanto  Dante con molta eloquenza: “… in quant’io (Dante personaggio) vidi ‘l segno / che segue il Tauro (cioè vidi quel segno che segue quello del Toro e che sappiamo essere il segno dei Gemelli) e fui dentro da esso (cioè nell’arco di 30° di questo segno. Dante mette in rilievo che il suo Sole di nascita non si trovava affatto nei Gemelli dello zodiaco delle costellazioni, come purtroppo tutti i commentatori affermano commettendo un gravissimo errore scientifico,  ma nei Gemelli dello zodiaco dei segni, che è tutt’altra cosa !!!). / O gloriose stelle, o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con voi nasceva e s’ascondeva vosco / quelli ch’è padre d’ogne mortal vita (cioè il Sole) , quand’io  senti’ di prima l’aere tosco;/ (Par., XXII, 110 – 117) Cioè quand’io nacqui.          Una volta risolto l’enigma posto da questi versi succederebbe però una rivoluzione  politico-culturale capace di suscitare, non solo stupore e meraviglia, ma problemi in tutte le maggiori Università del mondo e anche problemi di carattere religioso.  Questo enigma si risolve nel seguente modo. Per gentilezza mi facciano sapere, L’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI, o gli esperti della PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA, semmai fosse vero!, dov’è che io avrei sbagliato.             Procedendo nei calcoli inerenti i citati versi, calcoli che Dante implora da sette secoli che siano fatti, il Poeta stesso personaggi risulta infatti essere nato il MARTEDÌ 2 GIUGNO 1265. Questo perché, per logica e scientifica esclusione, quindi oggettivamente, abbiamo che le “gloriose stelle” di cui lui qui riferisce (c.XXII, vv. 110 – 117, del Paradiso) sono tre: la POLARE (alfa Ursae Minoris) a quei tempi a 18°.20’ di longitudine nel segno dei Gemelli; la BETELGEUSE (alfa Orionis) a 18°.30’; e la MENKALINAM (beta Aurigae) a 19°.40’.  Dante afferma, sempre in questi versi, che quando lui nacque il SOLE si trovava in congiunzione, ovviamente “montante e nobile”, con queste tre stelle:”con voi nasceva”, appunto, il Sole. In altre parole,  unito insieme a voi tre stelle gloriose e di gran virtù nasceva il Sole quand’io nacqui. Se questo Sole si trovava in congiunzione con esse il Sole stesso avrà avuto necessariamente la loro stessa longitudine in Gemelli e perciò questo Sole avrà avuto la longitudine di 18°.01’ circa in Gemelli. E che giorno era quando il Sole, ai tempi di Dante, raggiungeva 18°.01’ in Gemelli? Era, appunto, il 2 GIUGNO 1265, come testimonia anche il dotto Ebreo Profazio, cioè Jacob ben Machir ben Tibbon, la più alta autorità astronomico-astrologica operante in Europa, a Montpellier, fra la fine ‘200 e gli inizi del ‘300 (cfr. Profhacii Judaei  Montispessulani Almanach perpetuum – ad annum 1300 inchoatum – Codicis Laurentiani PL. XVIII sin. N. I;  cfr. anche J. Boffito e C. Melzi D’Eril).  Dunque il Poeta della Patria è nato quando la nostra Patria Repubblicana, esattamente il 2 GIUGNO.  Però, TUTTI ZITTI!!! Ma ci sarà un motivo, visto che dal 29 maggio 1993, cioè da quando io parlai del problema ai Dantisti, alla BIBLIOTECA CLASSENSE DI RAVENNA con in prima fila FRANCESCO MAZZONI E PATRICK BOYDE, nessuno mi ha mai smentito, né, purtroppo, mai dato ragione come in effetti ce l’ho.           Dunque quand’io dimostrai, il 29/5/1993,  la ricordata data di nascita di Dante era Presidente di turno CESARE VASOLI che, se pur scettico verso l’Accademia, ha invece trovato sempre la forza e il coraggio, almeno personalmente, di darmi  ragione: e credo che non gli sia stato facile.            Dall’indicazione del 2 giugno 1265  verrebbe  fuori infatti, e necessariamente, che la Commedia è anche un’opera rigorosamente astrologica per cento altre questioni collegate e che dunque il ‘viaggio’ della Commedia avviene sicuramente nell’anno 1301, cioè fuori del giubileo papale di Bonifacio VIII, e non affatto quindi nel 1300. Di conseguenza il Vaticano dovrebbe anche ammettere, oltre al fatto che la Commedia è fuori del giubileo, che per studiare Dante, il medioevo e l’antichità, bisognerà riuscire a padroneggiare l’ASTROLOGIA di Claudio Tolomeo. Però il Vaticano ha ribadito, anche recentemente, che l’Astrologia va RESPINTA: art. 2116 del recente CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (Lib. Ed. Vaticana, 1992). E come respingerla se ce n’è bisogno almeno per studiare Dante? Laici intellettuali e professori di sinistra continuate col vostro silenzio a dare una mano al Vaticano. Speriamo che il fenomeno avvenga inconsapevolmente.           Io ho riferito della questione liturgica ed astrologico-dantesca in TV a Canale 10, che qui allego: Cfr. YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.  Per gentilezza controllare.                    Di recente si sono aperti i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma come può fare il nostro SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, ON.LE GIORGIO NAPOLITANO, a dire che Dante è nato il 2 giugno come la Repubblica Italiana se gli studiosi, anche di sinistra, non entrano nel merito con un coraggioso sì? Sarebbe una bella professione anche di concreta ed autentica  laicità.           Il compito di seguirmi per controllare se ho ragione, o torto, potrà apparire faticoso. È vero!!! Però si tratta di una pista nel deserto, o nella fitta giungla, già da me per la prima volta aperta: e dunque la fatica degli altri sarebbe pari  ad un centesimo di quella da me sofferta. Pari a quella durata, p.e., da Copernico e Galileo, rispetto a quella dell’Inquisizione e del Cardinale Bellarmino, al fine di arrivare a capirli, se pur, poi, respingendoli.  Con auguri di Buon Lavoro. F.TO GIOVANGUALBERTO CERI   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 18 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: Adduso

    Giorgio Gaber (2003) ‎\'\'... ma questo nostro Stato che voi rappresentate mi sembra un po\' sfasciato. E\' anche troppo chiaro agli occhi della gente che tutto è calcolato e non funziona niente ...\'\' http://www.jonialife.it/index.asp?action=viewart&id=5729 Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 19 su 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino

    Posted by: ERNESTO SOLARI

    COMUNE DI SAN FERMO DELLA BATTAGLIA (CO) Assessorato Cultura – Commissione Cultura     TEMI E PROVOCAZIONI DI UNA MOSTRA  SU UN’UNITA’ PREDESTINATA   La mostra, dal titolo  “L’ANIMA ITALIANA, archetipi dell’Unità d’Italia”, realizzata dall’artista lariano Ernesto Solari per  celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è stata inaugurata Domenica 13 Marzo 2011. La rassegna propone, oltre ad un percorso storico, alcuni momenti di riflessione su temi quali il rapporto fra la Chiesa e l’Unità d’Italia; l’accostamento fra la battaglia del Volturno di Garibaldi e quella di Miriam Makeba che mori dopo il concerto di Castel Volturno dedicato a Roberto Saviano e all’assassinio di sei Ghanesi (i nuovi schiavi) da parte della camorra; la presenza di un giovane brasiliano Aguyar al fianco di Garibaldi che salvato dalla schiavitù venne a morire per una patria non sua; la presenza di figure appartenenti a paesi diversi e alle tre religioni monoteiste accostate ad Abramo per una riflessione sul problema della presenza multietnica in Italia e sull’unità fra le tre religioni; la presenza di Garibaldi, di Mazzini, di Crispi ed altri patrioti nella Massoneria. Su questi temi forti, proposti dalla mostra, l’autore intratterrà il pubblico il prossimo Giovedì 24 Marzo alle ore 21 presso la sala polifunzionale del Comune di San Fermo.    GLI ORARI DELLA MOSTRA Tutti i giorni dalle ore 9,30  alle 12,30/ dalle 15 alle 18 SITO INTERNET: http://solariernesto.altervista.org Scritto il Date —


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17 marzo 2011: 150 anni dall'Unità d'Italia sono già oggi a Torino
17 marzo, dal 1861 al 2011. L'Italia compie 150 anni. Scopri tutti gli eventi del compleanno del "belpaese"!
http://torino.blogosfere.it/2008/03/17-marzo-2011-150-anni-dallunita-ditalia-sono-gia-oggi-a-torino.html
2008-03-17T12:30:11UTC
http://torino.blogosfere.it/assets_c/2010/09/Palazzo_Carignano_02-anteprima-112x112-139997.jpg
palazzo carignano,unità d'italia,italia150,accade in città,tempo libero,il fatto,eventi culturali
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