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Limiti alla crescita, sostenibilità ambientale, equilibrio sociale. Il pensiero di un torinese...centenario

Venerdì 4 Luglio 2008, 11:46 in Accade in città di
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E' una di quelle storie che sorprendono gli stessi torinesi, molti dei quali non conosceranno neppure la levatura del personaggio in questione, non foss'altro perchè fu più famoso nel resto del mondo che nella sua stessa città.

Aurelio Peccei, fondatore del Club di Roma e ispiratore del celebre rapporto del MIT sui Limiti dello sviluppo (1972) nacque a Torino esattamente cento anni fa, il 4 luglio 1908. Per celebrare il Centenario, il Museo Diffuso della Resistenza ha ospitato una conferenza di Luca Mercalli, noto metereologo televisivo, membro della Società Metereologica Italiana/AISPO Italia per onorare la figura di un uomo che ha saputo cogliere con grande anticipo i cambiamenti in atto sul nostro pianeta.

In occasione del centenario della nascita di Peccei, istituzioni ed enti piemontesi hanno costituito un Comitato, con sede tecnica presso l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro Onlus, che si attiverà per prossimi incontri ed iniziative sul territorio, come l’apposizione di una targa commemorativa sulla casa natale di Peccei, in via Genovesi o la dedica di una via di Torino alla memoria di Peccei.

Più nota forse all’estero che in Italia, la figura di Peccei è anche l’espressione di un percorso che attraversa la storia del Novecento toccando vari e interessanti aspetti. Una storia contemporanea. Ecco un momento della conferenza di Mercalli, nel video.

Chi era Aurelio Peccei? Era un ragguardevole esponente della borghesia illuminata torinese.

Studia anche alla Sorbona, vince un soggiorno di studio in Unione Sovietica e si laurea in Economia a Torino con una tesi sulla Nuova politica economica di Lenin. Negli anni Trenta, dopo aver curato i rapporti commerciali della Fiat con la Russia, è inviato speciale della Fiat in Cina.

Durante la seconda guerra mondiale aderisce al Partito d’Azione e partecipa alla Resistenza nelle formazioni di Giustizia e Libertà, è incarcerato e torturato ma riesce a non svelare i delicati segreti di cui è a conoscenza. Nel 1945 il CNL lo nomina Commissario della Fiat.

Per lunghi anni dirigerà per le imprese Fiat in America Latina e, su indicazione ancora della Fiat, diverrà Amministratore delegato della Olivetti.

Aurelio Peccei conclude la sua carriera di manager a Roma (dove morirà il 14 luglio 1984) come presidente e amministratore delegato di Italconsult, la maggiore impresa italiana di engineering all’estero.

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04 Lug 2008
alle 17:44

No Algore

Aurelio Peccei apparteneva alla massoneria e faceva parte del Comitato dei 300 (Il Comitato fu fondato dalla Nobiltà nel 1729 per occuparsi dell'attività bancaria internazionale, dei problemi legati al commercio e per sostenere il traffico dell'oppio indiano. E' controllato dalla Corona britannica. Comprende l'intero sistema bancario mondiale e i più importanti rappresentanti delle nazioni occidentali. Si tratta di trecento famiglie che, generazione dopo generazione, governano il mondo sotto la supervisione di gruppi più piccoli). Una volta Aurelio Peccei confessò al suo amico Alexander Haig (Commissione Trilaterale) di sentirsi "un Adam Weishaupt incarnato" (Weishaupt fu l'uomo che ispirò i moderni Illuminati; frase citata da John Coleman in "The Cospirators' Hierarcy: The Story of the Committee of 300, 1992, pag. 15). Peccei diresse la Fiat Concord sotto Giovanni Agnelli, massone e preminente membro del Gruppo Bilderberg nonchè del Comitato dei 300. Il Club di Roma fu fondato in realtà durante alcuni incontri nella proprietà di famiglia degli Agnelli a Bellagio (Gary Allen, The Rockefeller File). Il vero scopo del Club di Roma era ed è quello di organizzare la propaganda sulla crisi ambientale e sfruttare quest'ultima per giustificare la centralizzazione del potere (secondo il paradigma problema-reazione-soluzione), la soppressione dello sviluppo industriale sia in Occidente che nel Terzo Mondo ed il controllo della popolazione mediante l'eugenetica. Aurelio Peccei era un ferreo sostenitore del governo mondiale ed il suo Club di Roma ha messo a punto piani per riorganizzare il mondo in cinque regioni sotto il controllo di un'autorità mondiale centrale. Lo stesso studio "I limiti dello sviluppo" è stato sponsorizzato dai Rockefeller e questo ha permesso di farne 18 edizioni in 23 lingue. Questo studio è stato citato ampiamente dal mondo ambientalista a supporto delle proprie tesi. In realtà, a mio parere, il mondo ambientalista farebbe meglio a pensare che tutto ciò che proviene dal Club di Roma fa parte di un piano dell'Elite volto a manipolare il pensiero umano ed a persuadere la gente ad accettare gli scopi del Nuovo Ordine Mondiale. Approfondimento sul blog:

http://ambientalismodirazza.blogspot.com/

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