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Minareti o bus “atei” a Torino si pongono limiti preventivi...alla Divina Provvidenza

Lunedì 19 Gennaio 2009, 10:50 in Politica di
minareto-bus.jpg

Curiosità e bizzarrie dal capoluogo sabaudo. Non è una nuova rubrica di Torino 2.0, cari lettori, ma è l’incipit di una riflessione che mi è nata spontanea dopo aver letto un paio di notizie sui quotidiani cittadini, nelle scorse ore.

Un curioso fatto (anzi due) è accaduto in città in questi giorni ed ai lettori più attenti non sarà sfuggito. Allora riflettiamoci insieme.

Avrete seguito la vicenda dei bus “atei” a Genova – ne ha parlato anche il blog Passineldeserto - quella di la cattiva notizia è che dio esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno. L'episodio è rientrato. La concessionaria della pubblicità che regolamenta e gestisce i cartelloni affissi agli autobus, non ha concesso l'autorizzazione alla pubblicazione.

Bè a Torino, proprio nelle ore successive alla diffusione della notizia, è seguita la boutade del capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Deodato Scanderebech che ha dichiarato – come riportato da La Stampa – che se fosse accaduto a Torino si sarebbe incatenato al Duomo della città, puntualizzando che l’avrebbe fatto insieme alla figlia Federica, consigliera comunale di Torino (papà che incatena la figlia al Duomo. Non vi sembra una scena da Crociate?).

La seconda notizia è questa. Il cardinal Poletto, il più alto esponente religioso della chiesa torinese, si esprime contro la possibilità che vengano costruiti minareti in città cercando di porre limiti ultraterreni ai piani regolatori cittadini.

La proposta ha visto l’appoggio della Lega, che ha recentemente organizzato un sit-in di protesta per la moschea di Moncalieri, e la risposta del sindaco Chiamparino che afferma, l’unica regola per un amministratore pubblico è l’applicazione dei criteri urbanistici. In ogni caso a Torino il problema non si pone perché nessuno, finora, ci ha chiesto di innalzare minareti (affermazioni in difesa del piano urbanistico che, per inciso, non ci è parso di ravvisare nel caso del grattacielo Intesa-San Paolo).

Personalmente mi colpiscono i continui tentativi del Vaticano e dei suoi rappresentanti di influenzare le scelte politiche del paese ed i rappresentanti politici che si prestano a tali manovre.

Dal momento che siamo d’accordo sul principio di difesa della libertà religiosa e rispettosi del credo di chiunque, anche degli atei o dei non credenti, che c’azzeccano queste due affermazioni preventive?

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21 Gen 2009
alle 20:49

Paolo Zeriali, Trieste

La libertà religiosa è un principio fondamentale e dovrebbe diventare una bandiera dell'opposizione alla Destra, un'opposizione che invece spesso tentenna nella speranza di raggranellare qualche voto fascista... in libera uscita. La libertà religiosa è fondamentale pensando all'oggi, alla necessità di difenderci da interferenze clericali nella vita pubblica, ma anche pensando al domani, ossia al rischio che in un futuro (in realtà lontano!!!) altre culture ed altre religioni possano imporre scelte fondamentaliste alla vita pubblica. Solo uno Stato laico, strenuo difensore della libertà di coscienza di tutti, anche della libertà di non credere in nessun Dio e di proclamarlo apertamente, può salvarci dalle derive integraliste. Quindi, i musulmani devono avere pieno diritto alla moschea ed al minareto, così come gli atei al loro autobus.

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