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Il patron del Premio Grinzane Soria accusato di malversazioni e molestie sessuali

Lunedì 16 Febbraio 2009, 10:45 in Cronaca di
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Il noto scrittore, Carlo Fruttero avrebbe già pensato alla trama di un prossimo libro giallo sull'episodio di cronaca delle ultime ore, che ha anche risvolti culturali.

La cultura, celebrata nel giorno di San Valentino contro la scure dei tagli che la minacciano, vede il patron di un prestigioso Premio finire indagato dalla Procura per utilizzo improprio dei fondi pubblici ed abusi sessuali.

Giuliano Soria, l'ideatore del Grinzane Cavour - che tanta notorietà ha dato a scrittori torinesi e non, che, negli anni, ha accentrato intorno alla sua attività il desiderio di fama e notorietà di molte giovani leve dell'editoria nazionale ed internazionale - è accusato dal giovane maggiordomo delle Mauritius, Nirish di molestie.

Secondo le accuse dell'uomo, Soria avrebbe organizzato festini a sfondo sessuale nella sua bella casa con vista sulla Mole Antonelliana, serate durante le quali sarebbero avvenute le molestie che hanno convinto la Procura ad avviare l'inchiesta. E ci sarebbero tanto di registrazioni video a testimonianza di ciò che è stato raccontato.

A queste accuse si aggiungerebbero quelle di dipendenti del Premio, vessati sul luogo di lavoro dal presidente e quelle di un presunto impiego illecito di fondi pubblici a scopi privati: tipo viaggi ed eventi in Italia e all'estero per politici, giornalisti, e amici con partner al seguito.

Soria è nome noto in città, è certamente uno dei "baroni" della cultura cittadina - se si parlasse in termini accademici -, un accentratore di risorse e privilegi. In virtù di questa sua posizione privilegiata può stimolare appetiti interessati.

Neanche più nei libri gialli l'assassino è il maggiordomo, ma seguiremo i risvolti di cronaca dei prossimi giorni per capire se c'è del marcio nella vicenda.

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13 Mar 2009
alle 19:17

antonio g. d'errico

dal blog http://angeloneroeangolobuio.blog.lastampa.it



Premio Grinzane: lo scandalo!


Il presidente del Premio Grinzane Cavour viene arrestato: è il prof. Giuliano Soria, docente universitario. I giornali titolano pagine dove all'arrestato viene tolto ogni titolo formale, non potendo togliere l'identificazione anagrafica, perché avrebbero commesso volentieri anche questo oltraggio: diventa Soria, scritto quasi con il tono lugubre dell'epitaffio. E' così che accade in Italia, in questo paese dove gli intellettuali stanno dove c'è il piacere del guadagno e della fama dei riflettori. Quando questo privilegio finisce, però, tutto si spegne, ogn'uno si dilegua. Il prof. Giuliano Soria, molti avranno letto, è accusato di molestie sessuali ai danni del suo "maggiordomo" e di utilizzo privato di fondi pubblici destinati all'amministrazione del Premio. Ma la Fondazione del Premio Grinzane, come tutte le istituzioni, è presumibile che abbia avuto una rendicontazione: con un'approvazione annuale del bilancio, con una voce preventiva di spesa e una consuntiva. Saranno stati fatti dei controlli e delle registrazioni. Il bilancio è risultato inevitabilmente ineccepibile sotto ogni profilo. Ma in seguito alle accuse di tutt'altra natura del giovane "maggiordomo", viene rimessa in discussione anche l'ineccepibilità degli assolvimenti di legge riguardo all'ambito finanziario. Si scoprono verità insospettabili. E' sempre tutto così assurdo!

Dalle prime battute della requisitoria delle indagini preliminari, preoccupato soprattutto per il destino dei lavoratori legati alla Fondazione del Grinzane, il prof. Giuliano Soria aveva nominato un comitato di garanti: intellettuali di gran classe e stile. Avevano il compito di salvare, insieme  all'occupazione dei lavoratori, anche le sorti della cultura in Italia, perché il Premio è stato considerato fino a ieri il maggior riferimento della letteratura contemporanea, che aveva esportato persino in Russsia e nei Paesi dell'America Latina i propri contenuti. Ma dopo l'arresto del prof. Giuliano Soria, i garanti si sono dimessi; perché, dal loro punto di vista, era insostenibile la difesa di un progetto troppo ingarbugliato, troppi misteri mettevano a rischio l'operazione di salvezza. E allora tutti a cercare serenità da un'altra parte, dove la "cultura" è meglio garantita. E' la cultura del Grinzane? A quale destino le tocca andare incontro? E il destino dei giovani impiegati? Naturalmente sono domande che trovano il deserto del silenzio e dell'indifferenza ad accoglierle.

Che scandalo! Che scandalo davvero per la morte della cultura del Premio Grinzane! E che scandalo per le sorti del prof. Giuliano Soria, il quale al di là delle verifiche a cui si sottoporrà, sono certo, con grande dignità, e opporrà certamente le sue verità a quelle dei suoi accusatori, che scandalo che venga privato in queste ore persino della sua cultura, dei suoi meriti di intellettuale e docente universitario. "Soria", che paradosso.

Mi dispiace prof. Soria, davvero. Sono certo che questo incubo finirà al più presto.  Ho sentito doveroso incoraggiarla, perché conosco la sua sensibilità e la sua cultura, come ho avuto modo di verificare  nelle due edizioni del Premio Grinzane Pavese in cui ho partecipato.

Conservo con grande emozione quelle immagini di bellezza della parola scritta celebrata nell'atmosfera semplice dei luoghi di Cesare Pavese.

Un augurio a tutte le vittime di questo cataclisma, dove la verità possa dare dignità e giustizia a chi è degno e giusto.

Questo mio intervento vuole essere solo una testimonianza, niente vuole togliere alla verità. Ogni cosa deve essere accertata e verificata. Se sono stati commessi abusi saranno sicuramente accertati. E chi dovrà pagare pagherà. Ma restituiamo la dignità a tutti, anchi a chi è accusato: non infanghiamo il suo nome. Il prof. Giuliano Soria, resta sempre il prof. Giuliano Soria, nessuno può togliergli questo valore, neanche le accuse e le colpe, se colpe dovessero essere accertate. Il Premio Grinzane è stato e, mi auguro, possa essere ancora in futuro un luogo di incontro della bellezza e della cultura italiana e internazionale.

Antonio G. D'Errico

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