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Eternit, a processo per disastro doloso il magnate Schmidheiny e il barone De Cartier De Marchienne. Riflessioni in rete

Giovedì 23 Luglio 2009, 10:00 in Cronaca di
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E' un processo che trova eco anche in rete quello della Eternit, un processo che ha fatto il giro del mondo, nel momento in cui si è aperta la discussione presso il Tribunale di Torino.

Ne abbiamo scritto altre volte e seguiamo l'evolversi della vicenda, solidarizzando con i famigliari delle vittime, riuniti in comitati ed associazioni. Quello che è accaduto nelle ultime ore è una pagina di storia processuale, un fatto importante, lo riporta Luca Karletto sul gruppo di Facebook:

Il maxiprocesso Eternit si farà: la prima udienza è stata fissata per il 10 dicembre prossimo. Il giudice dell'udienza preliminare Cristina Palmesino ha accolto in toto le richieste della Procura, formulate al termine della grande inchiesta coordinata dal pm Raffaele Guariniello.

I due imputati, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, dovranno rispondere dell'accusa di disastro doloso e inosservanza delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Tremila le vittime, fra morti e ammalati. Nel corso dell'udienza preliminare è stato contestato anche il fatto che il pericolo sia tuttora in atto: la dispersione di amianto nell’ambiente continua a causare un rischio per la popolazione perché da allora nulla è stato fatto per limitare l’esposizione. Questo aspetto ha tagliato le gambe alla richiesta di prescrizione.

Sarà il più grande processo mai celebrato per questioni legate all'amianto, per numero di casi trattati e per il ruolo dei dirigenti coinvolti.

In rete si trova anche il dispositivo del rinvio a giudizio

Diegush scrive le sue riflessioni dopo la decisione dell'aula: 

Mie impressioni sull'udienza al tribunale di Torino, 22 luglio 2009:

E' stato bello assistere all'udienza ed alla progressiva smontatura di tutte le istanze presentate dalla difesa. E' stato bello assistere all'applauso liberatorio al pronunciare del rinvio a giudizio da parte del giudice e successivo rimprovero, da parte di signori/e non più giovani, come se non si trattasse più di un'aula di Tribunale...

E' stato bello vedere le esultanze pacate e composte di molte persone mentre pian piano ogni istanza della difesa, veniva rigettata dal giudice.

E' stato bello vedere anche persone non composte, che durante le letture del giudice mangiavan caramelle, aprivano pacchetti, guardavano in tutte le direzioni e che, nel momento della pronuncia del giudice per il rinvio a giudizio, si son ricomposte e attendevano attente le parole del giudice.

E' stato bello vedere le facce felici, dopo l'udienza, dei membri dell'associazione Familiari Vittime dell' amianto.

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2 commenti
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28 Lug 2009
alle 08:05

fabrizia soncini

abitiamo da sempre, a Carpi (Modena), a pochi km da un ex stabilimento di eternit, e mio marito da un anno ha scoperto di avere il mesotelioma pleurico. lui non ha mai lavorato in quella fabbrica, ma ormai sappiamo che a rischio, è la quasi totalità dei cittadini indipendentemente dal lavoro svolto... Il risarcimento è una pura chimera, e in fondo in questo periodo di sofferenza, non ci interessa neppure. é tutto così terribilmente difficile. ma sono contenta, e seguo con interesse il processo, perchè se queste sofferenze potevano essere evitate, da chi conosceva la pericolosità di questo materiale, è giusto che paghi, e molto, anche se non  esiste prezzo che possa alleviare questo calvario.

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24 Lug 2009
alle 11:15

fotostar73

e pensare che io sono sempre stato convinto che ternit fosse solo il nome di un materiale... non sapevo che anche la ditta che lo produceva si chiamasse così.

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