Il primo cittadino sei tu
Dopo ore di guerriglia è tornata la calma alla centrale idroelettrica di Chiomonte, dove manifestanti e forze dell'ordine si sono contrapposti nel pomeriggio.
Gruppi di partecipanti stanno riuscendo ad allontanarsi dai boschi guadando il fiume e stanno rientrando a prendere il treno per tornare a Torino. Sulle statali si registrano numerosi posti di blocco. La A32 è chiusa in entrambe le direzioni.
La protesta è andata in diretta su Twitter, ricorda Lorenzo Alluzzi su TweetBlog. Debora Billi, su Petrolio, fa notare, però, malgrado la tag #notav sia oggi in assoluto la più usata in Italia, con decine di updates ogni minuto, tale tag non compare nella lista. La cosa è talmente sfacciata che i partecipanti stanno usando anche la tag #saldi (con "nervi saldi") per cercare di diffondere ugualmente la diretta su Twitter.
Sono tanti gli utenti che lo stanno ribadendo in questi minuti, in tempo reale, su Twitter.
Pare che, ad un certo punto, un gruppo di giovani - incappucciati e pronti a colpire - si sia staccato dai cortei partiti da Giaglione ed Exilles e si sia mosso a sfidare le forze dell'ordine attraverso i boschi entrano in contatto con gli agenti schierati nell'area del primo cantiere della Tav Torino-Lione a Chiomonte. I violenti non erano tra i manifestanti, secondo la Questura. Moltissimi giovani incappucciati erano, infatti, stranieri.
Sarebbero stati registrati lanci di petardi e bombe carta contro la Polizia che avrebbe risposto con lacrimogeni e idranti. Alcuni testimoni sul posto, sulle colline sopra la centrale idroelettrica, hanno visto scene raccapriccianti ed un uso costante ed insistente di lacrimogeni contro i manifestanti. Pare che ci siano almeno 100 feriti tra le forze dell'ordine, ferito anche un operaio e 15 militanti.
"Abbiamo vinto, l'assedio è riuscito", ha dichiarato, infine, Alberto Perino, leader No Tav.
Ciao Marilena, sono Matteo, non ho trovato l'indirizzo e-mail del blog, per cui ti scrivo da qui. Alla fine alla manifestazione di domenica ci sono stato. Come è noto a tutti si è divisa in due grossi momenti: il momento "corteo" (più importante) e il momento "guerriglia". Stasera finisco di montare il materiale video e ti invio qualcosa (a quale mail?).
In queste ore ho ascoltato alcune interviste a sindaci della Valle, in cui veniva ribadito che il numero di persone presente alla manifestazione era senza precedenti (un numero altissimo): posso dare conferma. Io, personalmente, ho seguito il corteo che è partito da Exilles ed è passato da Ramat; poi attraverso le montagne e i boschi sono arrivato al presidio vicino al luogo degli scontri.
Seguiremo come andranno i fatti, ti saluto per adesso :)
Diciamo che le infiltrazioni nei movimenti di piazza ci sono da ben prima del g8, e che il gioco è sempre lo stesso, facile e cinico. Scatenare la violenza, indignare l'opinione pubblica, sfruttare la situazione per isolare i manifestanti e poi, nell'ostilità e nell'indifferenza prenderli e massacrarli uno ad uno. Anzi siamo ancora all'antipasto, prima o poi un povero morto innocente, uno destinato a fare pena, finirà nel mattatoio e diventerà l'Aldo Moro o il Commissario Calabresi della TAV, e allora non ci sarà più spazio per simpatie, comprensione o contiguità.
Io non sono un no tav, anzi sono proprio si-tav, ma osservo con interesse e rispetto una popolazione che ha creato una identità e che si sta difendendo. Proprio facendo il tuo ragionamento oggi pensavo che il movimento no tav abbia delle belle braccia ma non una bella testa, nel senso che non emergono leader in grado di portare la faccenda su strade diverse da quello che si è già imboccata.
Perchè quello che sta per succedere è già bello e scritto, e lo sanno anche i leader no-tav se hanno un minimo di conoscenza della storia di questo paese.
Secondo me i no tav sono in netto vantaggio, conoscono il territorio, sono tanti, uniti e possono sabotare i lavori in mille modi, ma se seguono strade classiche perderanno, come scrivo ad inizio commento. Manca il guizzo, l'idea, l'essere 2.0... e a mio parere manca perchè c'è solo un vero motivo per cui non si vuole l'opera. I valligiani non la vogliono a casa loro. Nella valle agianco chi se ne frega, ma da loro no. Tutto il resto viene di conseguenza. Tutto il castello teorico costruito intorno, dallo spreco di soldi alle infiltrazioni mafiose, dall'amianto e uranio alla desertificazione delle montagne dal fatto che sia un'opera inutile al fatto che il tunnel fatto costruire da Cavour sarebba ancora più che sufficente oogi, 150 anni dopo la sua costruzione e per i prossimi 150 anni sono esercizi retorici che poggiano in parte su solide e vere realtà, ma basati anche molto sul "non voglio questa cosa e quindi cerco tutte le magagne che ha o che potrebbe avere". Aride sorgenti non sono in grado di ispirare e creare una visione concettuale terza, creativa, in grado di creare consenso, simpatia, e quindi vincente.
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alle 16:49
marilena
ciao matteo,
grazie la tua testimonianza "dal vivo" sarà preziosa. Scrivi pure a torino@blogosfere.it ed inviaci il tuo materiale.
@aldo saprai senz'altro rispondere alla domanda che hai fatto. io non ho prove certe ma, come ho scritto in un recente post, lo stato di cui tanto si parla i propri cittadini dovrebbe tutelarli e difenderli. lo stato non è un concetto astratto ma è fatto della comunità dei propri cittadini. le frange estreme dovrebbe essere in grado di contenerle e bloccarle o no?