Il primo cittadino sei tu
Si riducono le quote di finanziamento regionale per il trasporto pubblico. L'aumento dei prezzi e la riorganizzazione del servizio inciderà anche sulla qualità del servizio, ottimizzandola?
Rivoluzione nel costo del trasporto pubblico locale, a partire dal prossimo anno, e anche nella riorganizzazione della sosta a pagamento nelle zone blu.
Dopo le modifiche di percorso dei mezzi pubblici, avviate dei giorni scorsi e tutte da sperimentare, in Giunta è passata una novità sostanziale, che influirà sulle tasche dei viaggiatori e, pare sia frutto della riduzione dei trasferimenti di risorse da parte della Regione.
In sintesi: aumento da 1 euro a 1,50 euro del costo del biglietto per tram, bus e metro a Torino, ma anche del tempo di validità da 70 a 90 minuti e se acquistato a bordo del mezzo costerà 2 euro e 50 centesimi; per i carnet di abbonamenti a 5 e 15 corse, ogni corsa costerà 1,30 euro e 1,17.
Nascono nuovi biglietti validi 48 o 72 ore al prezzo rispettivo di 7 euro e 50 e 10 euro e il giornaliero sarà valido sull'intera rete urbana e suburbana.
Riorganizzato anche il piano tariffe con la divisione in tre zone blu a 1 euro 1,50 e 2. Non c'è stato alcun ampliamento delle zone a strisce blu con parcheggi a pagamento.
Per gli anziani gli abbonamenti agevolati saranno possibili dai 65 anni (ora 60) mentre per i disoccupati gli attuali trimestrali saranno sostituiti da semestrali a 20 euro.
Dal 2013 è previsto un meccanismo di adeguamento automatico delle tariffe corrispondente al tasso di inflazione programmata. Tutte le info restanti, le trovate nella comunicazione ufficiale.
Sono il solo ad avere la sensazione che qualcosa non quadra?
C'è crisi. Ok, ormai è assodato. A causa della crisi il governo taglia i fondi alle amministrazioni che dovranno adoperarsi da sole. Ok, recepito. A questo punto l'amministrazione cosa fa? Anziché schierarsi dalla parte di chi questa benedetta crisi la paga di tasca propria, senza nemmeno essere stati partecipi alla sua generazione, decide di aumentare le tariffe dei mezzi pubblici.
Ora, capisco (se mi sforza) che un'azienda è un'azienda e non ha nessuna morale se non quella di far crescere i ricavi ma è mai possibile che debbano essere i normali cittadini a ritrovarsi nella posizione di pagare per tutti? Lo stato taglia i fondi, le amministrazioni locali aumentano i costi ed i cittadini cosa fanno? Pagano e basta. Senza considerare poi che i Signori si permettono anche di fare sciopero. E noi allora? Quanti scioperi dovremmo fare? Occorrerebbe fermare l'intero paese, nn prendere più i mezzi pubblici, non prendere più l'auto, non andare più a lavorare e scendere in piazza e restarci; forse i "padroni" capirebbero che sono le persone a plasmare lo stato e non viceversa.
Tornando all'aumento delle tariffe, sforzandomi (più di prima) riesco ad accettare l'aumento del costo del biglietto urbano, delle aree di sosta per l'auto o l'introduzione di nuovi titoli di viaggio per aumentare la propria offerta di azienda ma quello che proprio non capisco riguarda gli abbonamenti e qui la faccenda assume veramente dell'incredibile secondo me. Se l'obiettivo è fidelizzare la clientela ed assicurarsi dei ricavi nel lungo raggio, non avrebbe avuto più senso tenere i costi degli abbonamenti invariati o addiritturla ridurne il prezzo come forma simbolica di lotta alla crisi? Probabilmente molte più persone sarebbero state invogliate a lasciare l'automobile a casa (visto che aumenta anche la benzina - e guarda un pò, sono di nuovo i consumatori finali a pagare) e ad utilizzare i mezzi pubblici, o forse sbaglio? Io davvero non riesco a capirlo, quindi che qualcuno per favore me lo spieghi perchè altrimenti quando il mio abbonamento annuale scadrà mi vedrò costretto a non rinnovarlo (perchè francamente sono stufo di fare parte di quelli che pagano sempre) e quando il controllore mi chiederà perchè non ho il biglietto, gli rispondero: "semplice, perchè c'è crisi ... non lo sapeva?"
Ma forse chi la crisi deve pagarla non ha il diritto di vederla. Deve solo pagare, in quanto ultimo anello della catena. Non so voi ma io non ci sto più.
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alle 22:36
francesco marocchi
Sinteticamente quanto inequivocabilmente: passo da 0.65 l'ora a 1.50 l'ora, senza soste di compensazione. Perché non ci riuniamo noi esseri umani e cerchiamo di far capire, PACIFICAMENTE, UNANIMANENTE, che si possono anche raggranellare altrove i soldi che mancano all'appello?
Non 100 persone con 10 striscioni, ma 100.000, unite, educate, pulite e decise: NOI A QUESTO GIOCO AL MASSACRO NON CI STIAMO!
(Un ringraziamento a Oscar per l'ispirazione, che Dio ti benedica!)