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Sentenza Tribunale di Torino contro Corrado Formigli: Fiat vince un risarcimento da 7 milioni

Mercoledì 22 Febbraio 2012, 11:46 in Politica di

Su Twitter l'hashtag #iostoconformigli fa proseliti

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A dicembre avevamo scritto della vicenda Fiat Alfa Romeo MiTo-Annozero. Il Tribunale di Torino ha emanato la sentenza di primo grado condannando la Rai ed il giornalista Corrado Formigli - autore del pezzo - al pagamento di sette milioni di euro. Assolto Michele Santoro.

La pagina Wikipedia del giornalista è già aggiornata con i particolari: "Il 20 febbraio 2012 viene condannato, in solido con la Rai (...) in seguito a un servizio giornalistico comparativo sull'Alfa Romeo MiTo, all'interno della trasmissione AnnoZero, nel quale veniva data un'informazione "incompleta e parziale e atta a indurre nel telespettatore medio una percezione errata del confronto tra le vetture", lesiva della "reputazione della Fiat Group" e del "senso di dignità professionale di un assai rilevante numero di lavoratori Fiat".

La Rai è stata ritenuta corresponsabile quale editore, "per il solo fatto di avere messo a disposizione i suoi mezzi di organizzazione e diffusione, conservando, quale datrice di lavoro, la potestà di dettare regole di comportamento e di adottare le concrete decisioni circa i modi di svolgimento della prestazione".

In una intervista al Corriere, il giornalista parla di sentenza scioccante. Sette milioni di euro costituiscono il danno patrimoniale e non patrimoniale che sarebbe stato arrecato al Lingotto, di cui 2 da utilizzare per pubblicare le 30 pagine della sentenza sul Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa e Quattroruote.

Su Twitter l'hashtag #iostoconformigli fa proseliti tra molti colleghi: Luca Telese, ad esempio, scrive libertà di stampa addio, chi tocca Fiat paga caro) o Alessandro Sortino che si dice inquietato. TvBlog riporta il commento di Milena Gabanelli che - sempre sul Corriere - scrive di dubbi a proposito dell'imparzialità dei periti.

Tanti sono, di contro, i commenti negativi e di critica al servizio, ritenuto poco attendibile.

Vale ancora ricordare un parere, tra i tanti, che condivido. E' quello di Giulio Cavalli che, sul suo blog, scrive: pochi giorni fa, sempre a Torino, nella sentenza Eternit il tribunale condanna due dirigenti a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissioni di misure infortunistiche, e ai responsabili civili impone il risarcimento di 30 mila euro ad ogni famiglia che ha avuto un morto in casa per amianto. Il tribunale civile di Milano, nel 2011, ha aggiornato le tabelle che fissano i danni per perdita parentale.La morte di un figlio, di un genitore, della moglie o di un marito viene liquidata con tetto massimo di 308.700 euro. Per la perdita di un fratello o di un nipote il tetto massimo è di 134.040. Qualcosa non mi torna.

LINK UTILI:

"Annozero" nel mirino della Fiat, l'azienda chiederà un risarcimento danni per una valutazione sulla MiTo.

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