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Un progetto importante, che parte da Torino ma raggiunge (ormai da anni) il territorio di tutta Italia: si chiama Documé ed è il "circuito indipendente per la promozione del documentario".

Un progetto nato "con lo scopo di contribuire alla diffusione del cinema documentario e delle tematiche sociali in esso trattate", spiegano sul sito ufficiale. "Abbiamo scelto di fare questo attraverso un'iniziativa di distribuzione indipendente rivolta ai piccoli cinema, sale video di comunità (associazioni/scuole) e rassegne".

Un catalogo di titoli di qualità, spesso presentati (e premiati) ai festival, capaci di affrontare temi sociali e civili: "Nonostante le evidenti carenze strutturali, nel nostro paese numerosi autori continuano a realizzare opere di grande sensibilità ed esiste un pubblico sempre più attento".

Dove vedere i doc gestiti da Documé? A Torino presso il cineteatro Baretti (ma non solo), per saperne di più basta visitare il sito ufficiale (e magari abbonarsi alla newsletter).  

Per conoscere meglio questa realtà ne abbiamo intervistato il fondatore, Giuliano Girelli:   

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Da ieri (e fino a domani) al cineteatro Baretti (via Baretti 4) è in programma lo spettacolo 70 mi da tanto, di e con i Pappazzum e diretto da Eugenio Allegri.

"La carovana dei Pappazzum raggiunge con una virata decisa l’immaginario degli anni ’70: dal look demodé alle evocazioni beat, dagli echi della dance music all’invasione degli elettrodomestici. Si calano in questo flash-back in modo surreale e imprevedibile, stralunato e giocoso", recita il comunicato di presentazione dell'evento.

Per saperne di più, e per conoscere meglio (?) questo gruppo musical-teatrale torinese abbiamo deciso di intervistarli. Quello che hanno detto è nei video qui sotto, quanto sia attendibile sta a voi giudicarlo: 

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Ieri hanno fatto tappa a Torino Gabriele Muccino e (quasi) tutto il suo cast di Baciami ancora, sequel girato dieci anni dopo di L'ultimo Bacio: presentazione alla stampa, incontro con gli studenti e col pubblico nel pomeriggio.

C'era anche Torino 2.0, che vi testimonia il tutto con le foto che arricchiscono questo post (e le tante altre che potete vedere qui): con il regista erano presenti Stefano Accorsi, Giorgio Pasotti, Pierfrancesco Favino, Vittoria Puccini, Marco Cocci, Daniela Piazza e Sabrina Impacciatore

"L'idea del sequel è nata lentamente negli anni, i personaggi erano legati a me e lo sono rimasti anche dopo. E' stato un film spartiacque della mia carriera, quel mondo è cresciuto dentro e insieme a me", ha detto Muccino.

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Torna ad aprile, per il venticinquesimo anno, l'appuntamento con Da Sodoma a Hollywood - Torino GLBT Film Festival: 'nozze d'argento' e un’edizione ricca di novità e cambiamenti.

L'edizione d'esordio, che si tenne nel 1986, era la prima “a tematica omosessuale” mai tenutasi in Italia: oggi è il più antico Festival d'Europa (e terzo nel mondo dietro solo ai leggendari Frameline di San Francisco e Outfest di Los Angeles).

"Un bagaglio di esperienze e d'idee che è andato di pari passo con la visibilità e le conquiste del movimento gay, un patrimonio che si è tramutato in memoria storica, un cammino che, anno dopo anno, come dice il nostro motto, ci ha cambiato la vita. In occasione del venticinquennale il Festival si propone in una veste in parte rinnovata, con una nuova squadra di collaboratori".

Prima novità l’immagine, realizzata per questa edizione, dal pittore e scultore Ugo Nespolo (che potete vedere qui sopra). 

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Una mostra inusuale e da non perdere (sarà visitabile fino al 20 febbraio) al circolo Amantes di via Principe Amedeo 38/a: si chiama Torino ce le suona e racconta vent'anni di storia della musica cittadina.

Tra i protagonisti assoluti dell'esposizione, Luca Pastore, regista torinese che ha curato i video di Subsonica, Africa Unite e Fluxus, e Francesco Calabrese, al lavoro con i Medusa. Ma il percorso musicale ripercorre tutti i 'rivoli' della musica locale: dai Fratelli di Soledad agli Statuto, fino a Perturbazione, Wah Companion, Lou Dalfin... 

Un'idea che "nasce da un’accavallamento di pensieri e genepy, sovrapposti ai mille volti della Torino musicale che gravitano nei locali del circolo culturale".

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